Ritratto di Oswolt Krel
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Questo è uno dei più famosi quadri di Albrecht Dürer:
Nel ritratto di Oswolt Krel (1499, 49,6 x 39 cm, Monaco Alte Pinakothek), troviamo ritratto un ricco mercante svevo. E’ un dipinto di altissima qualità compositiva, cromatica e psicologica. Riesce a far capire come il Durer, esprime meglio proprio nel ritratto, la sua acutezza di indagine sul mondo che lo circonda.
Lo storico d’arte Ernst Buchner, nel 1953, scrisse di questo dipinto:
“Il fiero ritratto di Oswolt krel è pieno di vigore, la composizione piena di potenza, compatta, ma non angusta. La presa salda dell’abito bordato di pelliccia, appoggiato sulle sue spalle, lo sguardo aggressivo, quasi minaccioso, il portamento eretto e mascolino, sottolineato dalla striscia verticale della tenda rosso brillante creano l’impressione di una personalità forte e dominante”.
Fu uno dei primi pittori nordici ad introdurre l’aspetto psicologico nei suoi soggetti, perché anche il lato interiore che usciva fuori, creava maggiore intensità e carattere al ritratto.
Nel 1498, Durer, inizia ad autoritrarsi rivendicando così, l’importanza degli artisti nordici, prendendo da esempio quelli italiani, che invece erano famosissimi ed elogiati e considerati nel giusto modo. In questo fu il precursore dell’autoritratto nordico. Tra i più grandi artisti italiani, ammirò molto Leonardo. e Giovanni Bellini.
Fece due importanti viaggi in Italia, il primo da ventenne, il secondo trentacinquenne. Durante il viaggio più maturo, Durer si reca in quasi tutte le città italiane più in fermento artistico e scientifico fra cui Bologna, dove era interessatissimo ad un incontro col matematico Luca Pacioli ( autore del De Divina Proportione ); e con l’artista Jacopo de’ Barbari.
In questo periodo vedrà risolti molti dei suoi problemi economici ed arriverà alla sua vetta artistica massima , perché comincerà ad avere la giusta concezione di se stesso nel suo ruolo di artista. Comincerà ad autoritrarsi in molte delle sue opere più importanti ( una delle quali, L’Adorazione della SS. Trinità.
Durer fonderà insieme tutti i nuovi elementi pittorici appresi in Italia con le sue basi gotiche. Questo lo renderà unico e fonte di ispirazione per la nascente fermentazione manieristica italiana.
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