L’abbraccio, Egon Schiele
Vai alla fonte
Egon Schiele, prima di essere un grandissimo pittore, era un istintivo disegnatore. Si nota bene dalle linearità complesse che compongono le sue opere.
Nella sua pittura iniziale, troviamo dei simbolismi e dei colori che servono a dar risalto al disegno. In alcune delle sue ultime opere, il disegno ha comunque la prevalenza su tutto il resto, ma, Schiele, reintroduce anche una collocazione ambientale alle sue figure, e si mostra, molto meno coinvolto psicologicamente.
Dalle opere che vanno dal 1910 al 1914 circa, le sue figure ricordano Klimt, ma in questo caso, tutta l’aura dorata, particolare per i dettagli, è sostituita da tinte monocrome, e quasi astratte. L’ attenzione si sposta sul concetto espresso dal disegno.
In molti dei quadri famosi di Egon, si nota la sua tormentata ricerca religiosa e spirituale. La linea è spiraleggiante, il tratto semispezzato, isterico, ma raffinato, il colore lascia una traccia essenziale.
L’abbraccio, è un olio su tela (cm 100 x 170) 1917, si trova nella Osterreichische Galerie di Vienna. La sua visionarietà e l‘erotismo, si traducono in un raffinato linearismo. I due elementi, gli amanti, si uniscono in un groviglio di linee unico. I dolci gesti di essi, contrastano con il disegno duro ed essenziale dei corpi, del lenzuolo, dell’ambiente dove sono stati collocati, tratteggiati secondo la deformazione tipica del suo stile compostamente torturato.
Il disegno è immediato e spontaneo.
Tags: egon schiele, secessione viennese